Ottimizzazione SEO Magento 2

Ottimizzazione SEO Magento 2

Chiunque operi commercialmente online è conscio dell'importanza di disporre di un sito ottimizzato per i motori di ricerca. 

Per un sito e-commerce un buon posizionamento organico significa infatti guadagnare terreno rispetto alla concorrenza e aumentare le vendite. 

Da qui l'importanza di gestire al meglio l'ottimizzazione SEO per migliorare la visibilità del sito sui motori di ricerca. 

In questa guida trattiamo di SEO Magento 2 e, con riferimento ai principali ambiti SEO on-site e on-page, illustriamo una serie di best practices per aumentare il traffico organico di un sito sviluppato con questa Piattaforma.

SEO Magento

Contenuti duplicati

Si hanno contenuti duplicati quando pagine identiche o con contenuto simile sono servite da URL differenti. 

Comportando spreco di crawl bugdet e diluizione dei segnali di ranking, i contenuti duplicati hanno un impatto negativo sul posizionamento del sito. 

È dunque necessario prevenire e, ove necessario, intervenire, individuando e rimuovendo le cause che determinano la duplicazione dei contenuti. 

Le situazioni più comuni in cui può verificarsi duplicazione di contenuti in un sito e-commerce Magento sono le seguenti:

  • Versione URL del sito con, e senza, prefisso www;
  • Sito sia in http che in https;
  • Pagine raggiungibili con, e senza, slash finale nell'ambito del rispettivo URL;
  • Pagine con URL contenenti parametri (come le pagine di categoria filtrate per prezzo o le liste prodotto a cui sono stati applicati criteri di ordinamento diversi da quello predefinito);
  • Prodotti associati a molteplici categorie con gli URL delle relative pagine differenti.

Come si interviene a fronte dei contenuti duplicati?

  1. Configurando Nginx o Apache a reindirizzare da una versione del sito a quella preferita, e da http a https
  2. Impostando redirect 301 dalle pagine duplicate a quelle originali
  3. Specificando nel file robots.txt le risorse da non scansionare
  4. A partire dalla voce di menu Negozi ⇒ Configurazione ⇒ Catalogo Catalogo Ottimizzazione Motori di Ricerca 
    • Escludendo l'uso dei percorsi di categoria per gli URL dei prodotti
    • Abilitando l'uso dei link canonici sia per le pagine di categoria che per le pagine prodotto

Per quanto riguarda i link canonici, è opportuno puntualizzare che sebbene essi siano utili a consolidare il segnale rispetto agli URL duplicati e a specificare a Google la versione della pagina da considerare per l'indicizzazione, non preservano risorse di scansione.

Per non sprecare inutilmente crawl budget bisogna quindi intervenire, a seconda dei casi, operando a livello del file robots.txt o con redirect 301.

Nel caso di più URL differenti che puntano agli stessi prodotti, è consigliabile l’utilizzo di un modulo apposito che preveda il re-indirizzamento automatico dagli URL secondari a quello principale.

File robots.txt

La presenza, nell'indice Google, di contenuto duplicato o con scarso valore ha un impatto negativo sull'efficienza del crawler e può comportare diluizione del ranking. 

In quest'ottica, il file robots.txt deve essere utilizzato per indicare a Google le risorse da non considerare per la scansione. 

Magento 2 consente di editare il file robots txt direttamente dal pannello di amministrazione semplificandone così la configurazione

Contenuto ⇒ Design ⇒ Configurazione ⇒ Search Engine Robots

I casi di URL il cui accesso dovrebbe essere impedito al crawler sono i seguenti:

  • Le pagine dei risultati di ricerca;
  • I percorsi multilingua;
  • Gli URL con ID di sessione;
  • Le pagine della navigazione a strati con parametri quali, ad esempio, le pagine filtrate per prezzo;
  • Le categorie prodotti a cui sono stati applicati criteri di ordinamento o modalità di visualizzazione diverse da quelle predefinite.

In queste circostanze ci troviamo di fronte a contenuti duplicati, ossia a pagine identiche, o sostanzialmente tali, servite a partire da URL diversi (la diversità, rispetto al percorso base, risiede in questo caso nei parametri che vengono aggiunti alla fine dell'URL)
che non dovrebbero essere indicizzate. 

Per bloccare la scansione di tali risorse da parte di Google andremo così a inserire le seguenti istruzioni nel file robots.txt

Disallow: /catalogsearch/
Disallow: /*?___from_store=*
Disallow: /*?SID=
Disallow: /*?price*
Disallow: /*?*product_list_order=
Disallow: /*?*product_list_dir=

Disallow: /*?*product_list_mode=


Relativamente al parametro SID, utilizzato per condividere le sessioni tra siti Magento erogati a partire da domini diversi, è comunque possibile escluderne la presenza nel contesto degli URL utilizzando un'apposita impostazione del pannello Magento

Negozi Configurazione Generale ⇒ Web Usa SID sul frontend ⇒ No

Altri percorsi che sono tipicamente bloccati con la direttiva Disallow del file robots.txt sono i seguenti: 

Disallow: /catalog/product_compare/
Disallow: /catalog/category/view/
Disallow: /catalog/product/view/
Disallow: /customer/
Disallow: /wishlist/
Disallow: /checkout/cart/
Disallow: /checkout/

Prima di pubblicare un nuovo file robots è sempre suggeribile verificare le modifiche apportate col Tester dei file robots.txt di Google

Indicizzabilità dei contenuti

Come si è detto, l'indicizzazione di contenuti non utili ha un impatto negativo sulla SEO ed è dunque essenziale evitarla il più possibile. 

Allo stesso tempo però bisogna fare attenzione a non escludere dall'indice Google pagine che dovrebbero invece apparire nella SERP del motore. 

Un tipico caso di blocco errato dell'indicizzazione riguarda l'utilizzo dell'istruzione noindex relativamente a pagine della navigazione a livelli quando sono applicati filtri che producono combinazioni di risultati ricercabili dall'utente. 

L'utilizzo della direttiva noindex per l'insieme delle pagine derivanti dall'applicazione di un filtro per marca è un esempio di uso scorretto di questo comando. 

L'utilizzo del tag noindex relativamente alle pagine risultanti dall'applicazione di un filtro per colore rappresenta invece una modalità operativa corretta (è infatti ipotizzabile che, a differenza delle ricerche di prodotti per marca, non vengano effettuate in Google ricerche di prodotti per colore).

I migliori moduli di navigazione a strati, come, ad esempio, Amasty Layered Navigation Magento 2 consentono di gestire facilmente le impostazioni meta robots con riferimento a ciascun attributo-filtro. 

Oltre alla direttiva noindex, anche un uso non appropriato del comando Disallow del file robots txt può determinare la mancata indicizzazione di pagine importanti. 

È quindi necessario gestire il file robots.txt con attenzione e, poiché Magento 2 consente di modificare tale file anche da pannello di amministrazione, è opportuno prevenire accessi non autorizzati alla relativa sezione del back end.

URL

Sebbene gli URL non siano tra i fattori SEO più rilevanti, è buona norma offrire a Google e agli utenti indirizzi web che si riferiscano in modo chiaro al contenuto delle pagine a cui sono associati.

Abilitati per impostazione predefinita, in Magento 2 gli URL Search Engine Friendly sono gestibili alla voce di backend Negozi ⇒ Configurazione ⇒ Generale Web Ottimizzazione Motori di ricerca ⇒ Usa Web Server Rewrites 

Un'altra impostazione Magento rilevante in tema di URL è quella relativa all'utilizzo dei percorsi di categoria nel contesto delle URL dei prodotti

Negozi ConfigurazioneCatalogo Catalogo Ottimizzazione Motori di Ricerca Usa il percorso categoria per le URL prodotto

Onde evitare di incorrere in problematiche di duplicazione dei contenuti (che potrebbero verificarsi qualora un prodotto fosse associato a più di una categoria), è suggeribile impostare gli URL in modo da escludere dal loro contesto i percorsi di categoria.

Per quanto riguarda la navigazione laterale, la necessità di disporre di URL SEF dipende dal caso concreto.

In linea generale possiamo dire che, quando i filtri (o loro combinazioni) producono risultati con valore SEO, gli URL delle relative pagine dovrebbero essere sempre rappresentate da URL SEF e non da URL parametrici.

Ad esempio, nel caso del sito di un retailer, il filtro per marca ha senz'altro valore SEO così che gli URL di queste pagine dovrebbero essere senz'altro SEF.

https://www.sito.com/categoria/marca.html


Viceversa, altri filtri, quali, il filtro per prezzo o il filtro per colore (o le combinazioni di entrambi), non producono risultati utili lato SEO e possono dunque essere espressi come stringhe query string aggiunte all'URL base.

https://www.sito.com/categoria/marca.html?color=102
https://www.sito.com/categoria/marca.html?price=60-70
https://www.sito.com/categoria/marca.html?color=9&price=200-300


Utilizzando un modulo di navigazione a livelli, quale, Improved Layered Navigation for Magento 2 di Amasty, è possibile definire quali filtri devono produrre URL SEO friendly e quali no.

Sitemap XML

La sitemap.xml è un file che aiuta i crawler dei motori di ricerca a rinvenire informazioni riguardo alla struttura del sito e alle sue pagine più importanti. 

La sitemap agevola anche una più rapida indicizzazione delle pagine nuove, o modificate, del sito. 

Rispetto a Magento 1, Magento 2 offre più estese possibilità di configurazione della sitemap xml. 

A partire dal menu Negozi ⇒ Configurazione ⇒ Catalogo ⇒ Catalogo ⇒ Sitemap XML si può impostare la Frequenza e la Priorità di scansione per Prodotti, Categorie e Pagine CMS. 

È anche possibile includere automaticamente l'URL della sitemap nel file robots.txt. 

Una volta generata, la sitemap va testata e inviata a Google tramite la Search Console (per rendere disponibile la sitemap ai motori di ricerca è peraltro sufficiente includere il relativo percorso nel file robots txt). 

Pena spreco di risorse di scansione, la sitemap dovrebbe includere solo percorsi funzionanti e non anche URL a cui sono associati codici di errore (4xx o 5xx) i quali vanno corretti o, quando non possibile, rimossi dalla sitemap.

Velocità sito

La velocità di caricamento è uno dei fattori di ranking di Google e influenza positivamente anche il crawl budget, ovvero il numero di URL che Google andrà a scansionare.

Bisogna quindi adoperarsi affinché il sito e-commerce sia il più performante possibile.

Sebbene Magento 2 offra, di base, delle performance migliori rispetto a Magento 1, è possibile intervenire a vari livelli per migliorare ulteriormente il load time delle pagine.

Di seguito una serie di interventi da mettere in campo per migliorare le performances di un sito Magento 2:

  • Scegliere un server di qualità in grado di offrire buone prestazioni ed elevati livelli di uptime;
  • Utilizzare una CDN per consegnare le risorse statiche del sito;
  • Attivare la compressione Gzip su Nginx o Apache;
  • Accorpare e minificare CSS e JavaScript;
  • Assicurarsi che Magento sia impostato in modalità Produzione;
  • Abilitare la modalità Catalogo Flat sia per i Prodotti che per le Categorie;
  • Disabilitare i moduli non utilizzati;
  • Abilitare tutti i tipi di cache disponibili;
  • Usare Varnish per la Full Page Cache anziché la cache interna Magento;
  • Optare per la modalità di aggiornamento indici Pianificata;
  • Ottimizzare le immagini comprimendole prima del caricamento e integrando appositi moduli di compressione;
  • Cancellare periodicamente i dati di log dal database.

 

Ottimizzazione immagini

Di seguito alcune modalità per ottimizzare l'impiego delle immagini:

  • Utilizzare, per le foto dei prodotti, il formato JPG che offre il miglior rapporto peso qualità;
  • Assicurarsi che i file delle immagini prodotto siano nominati in modo rilevante dal punto di vista semantico;
  • Comprimere le foto del catalogo utilizzando un ridimensionatore di immagini o un tool online di compressione;
  • Integrare nel sito un modulo di riduzione del peso delle immagini, quale, JustBetter Image Optimizer;
  • Valorizzare l'attributo Alt con parole chiave rilevanti.

 

Meta tags

I meta tag assumono una precisa rilevanza in ambito SEO.

Dopo una breve panoramica sui due tipi di meta tag più significativi (il meta tag title e il meta tag description), scopriremo come gestirli al meglio in un sito e-commerce Magento 2.

Meta title

I meta title forniscono agli utenti e a Google informazioni riguardo al contenuto della pagina in cui sono presenti.

Oltre ad apparire in evidenza nel contesto delle SERP dei motori di ricerca, i tag title assumono precisa rilevanza anche ai fini del posizionamento. 

Per sfruttarne al massimo il potenziale di questo tag è importante adottare alcuni accorgimenti:

  • Scrivere titoli di lunghezza compresa tra 50 e 60 caratteri (è sempre consigliabile sfruttare tutto, o gran parte, dello spazio disponibile);
  • Includere nei titoli parole chiave rilevanti rispetto alle pagine che li ospitano;
  • Posizionare le keyword più rilevanti all'inizio del testo del tag;
  • Utilizzare frasi di senso compiuto (e non un insieme di keyword una dopo l'altra);
  • Accertarsi che a ciascuna pagina sia associato un titolo univoco.

Meta description

Il ruolo delle meta description è fornire un breve sommario del contenuto della pagina a cui sono associate.

Quantunque non abbiano un'influenza diretta sul ranking, le meta description sono comunque rilevanti ai fini SEO e richiedono la giusta attenzione.

In base a come il testo della description è scritto, può infatti dipendere la percentuale di click (Click-Trough Rate) sul relativo risultato di ricerca. 

Vediamo come gestire questo tag nel migliore dei modi:

  • Scrivere description di lunghezza compresa tra i 70 e i 155 caratteri (è sempre consigliabile sfruttare tutto, o gran parte, dello spazio disponibile);
  • Scrivere description che catturino positivamente l'attenzione dell'utente;
  • Includere nel testo delle description parole chiave rilevanti rispetto alle pagine che le ospitano;
  • Verificare che a ogni pagina sia associata la sua specifica descrizione;

Per prevenire la duplicazione dei tag meta, collegarsi al back-end Magento 2 alla voce Contenuto Design Configurazione ⇒ Head HTML e assicurarsi che i campi Titolo pagina predefinitoMeta Descrizione predefinitaMeta Keywords predefinite siano vuoti.

Dal momento poi che, nel caso di un sito e-commerce, la gestione manuale dei title, delle description e delle keywords può comportare errori, si può valutare di automatizzare questo processo.

Out of the box, Magento 2 offre la possibilità di generare in modo automatico i meta tag per i Prodotti

Negozi ⇒ Configurazione ⇒ Catalogo ⇒ Catalogo ⇒ Auto-generazione campi prodotto

Questa funzionalità espone però dei limiti: 

  • Opera solo a livello globale e non consente di essere impostata a livello di website e vista negozio;
  • Supporta solo i segnaposti {{name}}, {{description}} e {{sku}};
  • Funziona solo nel caso di prodotti creati da pannello di amministrazione e non anche nel caso di prodotti importati;
  • L'uso di {{description}} è poco appropriato, essendo la descrizione del prodotto generalmente più estesa dei 155 caratteri ammessi per la meta description.

 
Per disporre di un più evoluto meccanismo di auto-generazione dei meta tag va dunque integrata un'estensione di terze parti, quale, ad esempio, il modulo Mirasvit Advanced Seo Suite con cui è possibile definire template SEO anche per le pagine di categoria e le liste prodotti filtrate.

La verifica di anomalie in capo ai titoli e alle description è attuabile utilizzando un software di SEO crawling come Screaming Frog che può segnalare evenienze di tag mancanti, duplicati o di lunghezza non conforme.

Testi e intestazioni

Testi

Un contributo significativo al posizionamento di un sito è dato dalle parti di testo create appositamente per intercettare le ricerche effettuate degli utenti nei motori di ricerca.

Per esplicare al meglio la loro efficacia, i contenuti SEO devono essere formulati in un linguaggio naturale e devono contenere parole chiavi rilevanti.

Tra le keyword impiegate si avrà cura di usare anche parole chiave a coda lunga (long tail keywords), ossia frasi di ricerca composte da tre o più parole chiave che si caratterizzano per un maggior potenziale di conversione (chi fa una ricerca dettagliata di un certo prodotto è infatti generalmente più interessato all'acquisto dello stesso rispetto a chi svolge ricerche per termini più generici).

L'individuazione delle parole chiave da utilizzare è effettuabile tramite l'uso di un keyword research tool, quale, il Google Keyword Planner o il Keyword Magic Tool di SEMrush.

Oltre a contenere parole chiave specifiche e rilevanti, i testi concepiti in ottica SEO dovranno includere termini di ricerca idonei a captare gli intenti di ricerca commerciali e transazionali dell'utente.

In quest'ottica, parole, quali, "acquistare", "online", "migliore", "migliori", "opinioni", "prezzo", "prezzi", "sconti", "sconto", "prezzo scontato", "prezzi scontati", "spedizione gratuita", ecc., sono frequentemente presenti nel contesto dei contenuti realizzati specificamente per la SEO.

Per la stesura dei testi ci si può servire di uno strumento di assistenza SEO, come il Seo Writing Assistant di SEMrush che fornisce svariati suggerimenti e raccomandazioni per ottimizzare la portata SEO di un testo.

In quali punti del sito Magento posizionare i contenuti SEO?

Contenuti SEO con testi e link rilevanti verso altre pagine del sito possono essere anzitutto collocati in Homepage.

Altri blocchi SEO possono essere previsti nelle pagine di categoria e nelle pagine della navigazione a livelli, subito dopo l'intestazione o in area pre-footer.

Contenuto elaborato specificamente per i motori di ricerca è poi tradizionalmente associato alle pagine brand del sito (nel caso ovviamente che il sito Magento contempli tale tipologia di pagine).

Infine, testi ottimizzati SEO saranno presenti nel contesto degli articoli del Blog aziendale, laddove esistente.

Intestazioni

Ricoprendo le intestazioni (in particolar modo il tag H1) un significativo valore SEO, occorre che contemplino parole chiave rilevanti.

Ecco di seguito alcuni suggerimenti:

  • Homepage
    Utilizzato generalmente come titolo del blocco SEO introdotto per rafforzare il posizionamento della pagina, in Homepage il tag H1 dovrebbe contenere keyword relative alle principali categorie o tipologie di prodotti vendute sul sito;

  • Scheda prodotto
    A livello della scheda prodotto, al tag H1 deve essere associato il nome dell'articolo e, nel caso di e-commerce multi-marca, al tag H2 dovrebbe essere associato il nome del brand;

  • Pagine di categoria e pagine navigazione a strati
    In queste pagine le intestazioni H1 dovranno contenere il nome della categoria.
    In un sito multi-marca, all'header H1 delle pagine della navigazione a livelli può essere associata l'accoppiata {categoria} {brand}.
    Il tag H2 può essere utilizzato per includere sia i nomi dei prodotti della lista, sia i titoli dei paragrafi del blocco SEO eventualmente presente in pre-footer;

  • Pagine brand
    Ove esistenti, le pagine brand conterranno un titolo H1 contenente il nome del marchio.
    Il tag H2 può essere utilizzato per includere sia i nomi dei prodotti della lista, sia i titoli dei paragrafi del blocco SEO eventualmente presente in pre-footer.


Hreflang

Quando si opera a livello internazionale è necessario prestare attenzione ad alcuni aspetti SEO che, se non correttamente implementati, possono portare a penalizzazioni non trascurabili.

Qui tratteremo del link rel alternate hreflang che deve essere utilizzato per i siti multilingua, i siti multi-regionali e i siti che sono una combinazione di queste due tipologie.

Siti multilingua

Nel caso dei siti in più lingue, il tag hreflang serve ad aiutare Google a comprendere la relazione tra gli URL delle relative pagine al fine di fornire all'utente la versione dei contenuti corrispondenti alla sua lingua.

La presenza in SERP di risultati di ricerca in una lingua diversa da quella dell'utente potrebbe infatti comportare sia una riduzione della percentuale di clic, sia un aumento della frequenza di rimbalzo e dovrebbe dunque essere evitata. 

<link rel="alternate" href="https://www.sito.com/it/" hreflang="it" />
<link rel="alternate" href="https://www.sito.com/en/" hreflang="en" />
 

Siti multi-regionali

Sono multi-regionali quei siti con più versioni simili delle loro pagine in una stessa lingua, ciascuna delle quali rivolta a uno specifico mercato locale.

Un sito e-commerce che, a partire da URL diversi, eroghi in lingua inglese versioni simili dei suoi contenuti per gli utenti del Regno Unito, degli Stati Uniti e del Canada è un esempio di sito multi-regionale.

In particolare, un'impostazione multi-regionale può essere presa in considerazione nel caso si vogliano presentare agli utenti delle summenzionate aree geografiche i prezzi nella loro valuta nazionale.

L'uso del tag hreflang per i siti multi-regionali si rende anzitutto necessario per evitare che Google classifichi come contenuti duplicati le varianti locali di una determinata pagina.

Più versioni di una pagina in una medesima lingua che presentino solo minime differenze tra loro quali, ad esempio, prezzi in valuta diversa, sono infatti senz'altro suscettibili di essere considerate pagine duplicate.

Grazie all'hreflang, Google viene così informato che non si tratta di duplicati, bensì di contenuti creati appositamente per servire differenti specificità regionali.

Nei siti multi-regionali l'utilizzo dell'hreflang serve anche a fare in modo che Google mostri all'utente la versione della pagina corrispondente all'area geografica di appartenenza.

<link rel="alternate" href="https://www.sito.com/gb/" hreflang="en-gb" />
<link rel="alternate" href="https://www.sito.com/us/" hreflang="en-us" />
<link rel="alternate" href="https://www.sito.com/ca/" hreflang="en-ca" />


Preceduto dal codice lingua, come valore dell'attributo hreflang notiamo ora anche la presenza del codice Paese. 

Siti multilingua e multi-regionali

Per i siti con contenuti in più lingue che prevedono anche più versioni delle loro pagine in una medesima lingua, l'uso del tag hreflang serve ai seguenti scopi:

  • Far sì che Google fornisca all'utente la versione delle pagine corrispondenti alla sua lingua;
  • Far sì che Google fornisca all'utente la versione delle pagine corrispondenti alla sua zona geografica;
  • Prevenire penalizzazioni relative a contenuti duplicati.

<link rel="alternate" href="https://www.sito.com/it/" hreflang="it" />
<link rel="alternate" href="https://www.sito.com/gb/" hreflang="en-gb" />
<link rel="alternate" href="https://www.sito.com/us/" hreflang="en-us" />
<link rel="alternate" href="https://www.sito.com/ca/" hreflang="en-ca" />


L'implementazione dell'hreflang può essere soggetta a vari tipi di errori che elenchiamo di seguito:

  • Inserire il tag utilizzando contemporaneamente più di una modalità tra quelle previste (HTML markup, header HTTP, sitemap.xml);
  • Utilizzo dell'hreflang solo per alcune pagine del sito anziché per tutte;
  • Presenza di URL hreflang che ritornano codice di errore 404 pagina non trovata o errore del server 5xx;
  • Assenza di hreflang autoreferenziale, ossia mancanza di tag hreflang con URL corrispondente alla pagina corrente;
  • Uso, per l'URL del tag, di un percorso relativo anziché di un percorso assoluto;
  • Presenza di codici Paese errati (ad esempio, uso di "en-eu" anziché "en-gb");
  • Assenza tag di ritorno (se la pagina A rimanda alla pagina B, B deve contenere anch'essa un hreflang che rimandi ad A)

Magento 2 non prevede una gestione automatica dei tag hreflang.

Pertanto, per un sito multilingua e/o multi-regionale si tratta di implementare il tag manualmente, oppure di configurare un apposito plugin SEO Magento, quale, ad esempio, Advanced SEO Suite Magento 2 di Mirasvit.

Una volta inseriti, gli hreflang dovrebbero comunque essere testati con uno strumento di validazione al fine di controllarne la corretta integrazione.

Internal linking

La predisposizione di una rete mirata di link interni aiuta Google a comprendere meglio la struttura del sito con conseguenti effetti positivi sulla scansionabilità dello stesso.

I link interni contribuiscono poi a influenzare il ranking delle pagine poiché, quando si imposta un link interno, si trasferisce autorevolezza (detta trust o link juice) dalla pagina che lo ospita a quella linkata.

È dunque importante predisporre una strategia di internal linking e valutare di conseguenza quali collegamenti interni creare.

Così, ad esempio, nel caso si voglia accrescere l'autorevolezza delle pagine di categoria, si creeranno dei collegamenti dalle schede prodotto a queste pagine.

Oppure, per accrescere la rilevanza agli occhi di Google di specifici prodotti o categorie potranno essere predisposti link verso queste pagine a partire da articoli del blog aziendale.

Il potenziamento del valore SEO di determinate pagine potrà poi essere ottenuto creando collegamenti dalla Homepage, che è la pagina del sito con maggiore autorevolezza.

In Magento 2 collegamenti tra pagine del sito possono essere creati sia manualmente (utilizzando l'editor WYSIWYG), sia automaticamente servendosi di estensioni che li generino sulla base di flessibili template SEO.

Per esplicare al meglio la loro efficacia, i link testuali dovrebbero essere ottimizzati con anchor text contenenti parole chiave rilevanti rispetto alla pagina target.

Al fine di ottimizzare la rete dei link interni, si suggerisce poi sempre di associare al prodotto corrente articoli correlati utilizzando le funzionalità base Magento o installando moduli di terze parti.

Errori 404

Gli errori 404 sono codici di stato http che si riferiscono a collegamenti relativi a pagine non trovate (c.d. broken links).

Oltre ad avere un impatto negativo sull'esperienza di navigazione, i link rotti possono influire negativamente sulla SEO del sito.

Quando scansiona un sito, Google considera infatti anche i link in esso contenuti e la presenza di un alto numero di percorsi 404 può essere valutata come un segnale di bassa qualità a cui può seguire una penalizzazione in termini di ranking.

I percorsi interrotti comportano poi spreco di crawl budget che dovrebbe essere invece destinato alla scansione di pagine funzionanti.

Come rimediare dunque agli errori 404 derivanti da link presenti sul sito?

Laddove possibile, si può intervenire manualmente modificando o rimuovendo, a seconda dei casi, il percorso malfunzionante.

Nel caso, invece, di impossibilità di un intervento manuale, va predisposto un reindirizzamento 301 dal vecchio al nuovo URL.

In Magento ciò è possibile utilizzando lo strumento URL Rewrite accessibile da back alla voce di menu Marketing URL Rewrites

Questa soluzione presuppone ovviamente che la causa dell'errore 404 risieda in uno spostamento dell'URL della pagina e non nella sua cancellazione.

In tutti i casi in cui il contenuto con riferimento al quale è sorto l'errore 404 non sia invece disponibile, andrà prevista una pagina 404 personalizzata da mostrare agli utenti che si imbattono nel relativo URL.

Per adattare la pagina 404, accedere a Contenuto Pagine e, a partire dalla griglia che appare, modificare la risorsa CMS 404 Not Found

Per la configurazione della pagina Magento 404, collegarsi a Negozi ConfigurazioneGenerale Web Pagine PredefinitePagina CMS Nessun Instradamento

L'identificazione dei percorsi che determinano errori 404 (così come errori server 5xx) può avvenire utilizzando Google Search Console o un tool di scansione SEO, quale, Screaming Frog

Dati strutturati

Sebbene non influenzino direttamente il ranking, i Rich Snippet consentono di accrescere la visibilità nella Serp di Google e con essa la CTR (Click-Trough Rate).

Out of the box, Magento 2 offre solo un supporto limitato per lo Schema.org Product. 

Per sfruttare al massimo la funzionalità dei Rich Snippet, andrà dunque installato un modulo tramite il quale implementare meglio i dati strutturati dei prodotti e integrare altri rilevanti tipi di structured data, quali, itemList, Breadcrumb, WebPage e Organization.

Un'analisi dei dati strutturati che si stanno utilizzando è effettuabile tramite lo Strumento di test dei risultati multimediali di Google

Recensioni utenti

L'integrazione di un sistema di raccolta recensioni utenti produce una serie di benefici SEO.

Specificamente, le recensioni prodotto sono utili ai fini del posizionamento per le seguenti ragioni:

  • Forniscono continuamente ai motori di ricerca nuovo e pertinente contenuto generato dagli utenti (User Generated Content);
  • Contribuiscono a migliorare la visibilità del sito rispetto a ricerche effettuate con parole particolarmente mirate (long tail keywords);
  • Ottimizzano il sito per query di ricerca contenenti parole quali, "opinioni", "valutazioni", "recensioni".

La presenza, nel contesto della scheda prodotto, delle opinioni e delle valutazioni degli acquirenti consente poi di sfruttare gli snippet recensione di Google arricchendo così ulteriormente i risultati di ricerca relativi al proprio sito.

In un sito e-commerce Magento le valutazioni prodotto si possono attivare utilizzando funzionalità native della Piattaforma, installando un'estensione di terze parti o integrando un servizio esterno di recensioni verificate. 

Conclusione

La materia SEO Magento presenta complessità di vario tipo e richiede di essere approcciata da specialisti in possesso di competenze professionali specifiche.

Ottimizzare Magento per i motori di ricerca è del resto un passo necessario per assicurare al sito e-commerce la visibilità necessaria per ottenere risultati di business soddisfacenti.

Vuoi ottimizzare anche tu il tuo sito Magento per la SEO?

Advanced Logic, agenzia di sviluppo Magento con specialisti e sviluppatori certificati Magento 2, ha una significativa esperienza nell'ottimizzazione SEO Magento e offre servizi in grado di migliorare rapidamente, e in modo consistente, la visibilità di un sito e-commerce Magento sui motori di ricerca.

Contattaci ora per un preventivo gratuito.

Ottimizzare Magento per la SEO

Aumenta la visibilità del tuo sito Magento

Scegli i servizi Magento SEO di un'agenzia certificata.

Contattaci

Vai alla pagina dei nostri servizi