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Ottimizzazione SEO Magento 2: guida e best practice

Ottimizzare Magento 2 per la SEO richiede un intervento su diversi aspetti tecnici e contenutistici: indicizzazione, struttura degli URL, contenuti, performance, internal linking e dati strutturati.

Per un sito eCommerce, una buona visibilità organica consente di intercettare utenti che stanno cercando prodotti, categorie e informazioni rilevanti per il proprio business.

In questa guida analizziamo le principali strategie di ottimizzazione SEO per Magento 2, concentrandoci sugli aspetti on-site e on-page e sulle best practice utili a migliorare la visibilità organica di uno store Magento.

Contenuti duplicati

I contenuti duplicati possono verificarsi quando pagine identiche o molto simili risultano accessibili attraverso URL differenti.

In un eCommerce con un catalogo articolato, la presenza di numerosi URL duplicati può rendere meno efficiente la scansione del sito e rendere più difficile per Google individuare la versione principale di una pagina.

È quindi importante prevenire la duplicazione e, quando presente, individuare le cause che la determinano.

Le situazioni più comuni in cui può verificarsi la duplicazione di contenuti in un sito eCommerce Magento comprendono:

  • versioni URL del sito con e senza prefisso www;
  • versioni HTTP e HTTPS;
  • URL raggiungibili con varianti differenti;
  • pagine contenenti parametri, ad esempio filtri e criteri di ordinamento;
  • prodotti associati a più categorie e raggiungibili attraverso URL differenti.

Gli interventi da adottare dipendono dalla causa della duplicazione. Tra le principali soluzioni rientrano:

  • redirect 301 verso la versione preferita dell’URL;
  • utilizzo corretto dei tag canonical;
  • gestione dei parametri e della navigazione a strati;
  • configurazione coerente degli URL dei prodotti;
  • gestione della scansione attraverso il file robots.txt, quando appropriato.

In Magento è possibile abilitare i canonical per categorie e prodotti da Negozi ⇒ Configurazione ⇒ Catalogo ⇒ Catalogo ⇒ Ottimizzazione Motori di Ricerca.

Il canonical consente di indicare ai motori di ricerca quale URL rappresenta la versione principale di un insieme di pagine uguali o molto simili. Non deve però essere considerato uno strumento per impedire la scansione: canonical e robots.txt svolgono funzioni differenti.

File robots.txt

Il file robots.txt consente di controllare quali aree del sito possono essere scansionate dai crawler dei motori di ricerca.

Magento permette di modificarne il contenuto direttamente dal pannello di amministrazione tramite Contenuto ⇒ Design ⇒ Configurazione ⇒ Search Engine Robots.

In un eCommerce Magento può essere utile limitare la scansione di determinate aree prive di valore per la ricerca organica, come pagine account, checkout, carrello, risultati della ricerca interna o alcune combinazioni di URL generate da parametri.

La configurazione deve tuttavia essere definita sulla struttura effettiva dello store. Non è consigliabile applicare indiscriminatamente un elenco standard di direttive Disallow, perché si rischia di impedire la scansione di pagine o risorse utili.

È inoltre importante ricordare che robots.txt controlla la scansione, non direttamente l’indicizzazione. Se una pagina deve essere esclusa dall’indice, è generalmente necessario utilizzare le appropriate direttive robots, come noindex, lasciando che il crawler possa accedere alla pagina e leggere tale istruzione.

Indicizzabilità dei contenuti

Non tutte le pagine generate da un eCommerce devono necessariamente essere indicizzate. Allo stesso tempo, è importante non escludere pagine che intercettano una reale domanda di ricerca.

Questo aspetto è particolarmente importante nella navigazione a strati di Magento. Le combinazioni prodotte dai filtri possono generare numerosi URL, ma alcune di queste pagine possono avere un effettivo valore SEO.

Ad esempio, una combinazione categoria + brand può corrispondere a una ricerca rilevante degli utenti e meritare una pagina indicizzabile, mentre combinazioni molto specifiche di prezzo, ordinamento o altri attributi possono non avere alcun valore nella ricerca organica.

La decisione non dovrebbe quindi dipendere semplicemente dal tipo di attributo utilizzato, ma da search intent, domanda di ricerca, unicità del contenuto e qualità della pagina risultante.

Estensioni dedicate alla layered navigation possono consentire di gestire URL, canonical e direttive robots in maniera differenziata per filtri e combinazioni.

URL

Una struttura URL semplice e comprensibile aiuta utenti e motori di ricerca a interpretare più facilmente il contenuto delle pagine.

Magento permette di utilizzare URL Search Engine Friendly attraverso le funzionalità di URL rewriting disponibili nella piattaforma.

Un’altra impostazione importante riguarda l’utilizzo dei percorsi delle categorie negli URL dei prodotti. Nei cataloghi nei quali un prodotto appartiene a più categorie, utilizzare un URL prodotto univoco e stabile semplifica la gestione ed evita la proliferazione di percorsi alternativi.

Anche gli URL generati dalla navigazione a strati richiedono particolare attenzione. Quando una combinazione di filtri corrisponde a una reale ricerca degli utenti, può essere opportuno creare una pagina SEO-friendly, indicizzabile e dotata di contenuti e meta tag specifici.

Le combinazioni prive di valore organico possono invece rimanere non indicizzabili o essere gestite attraverso parametri, canonical e direttive robots in funzione dell’architettura dello store.

Sitemap XML

La sitemap XML aiuta i motori di ricerca a individuare gli URL che si desidera rendere disponibili per l’indicizzazione.

Magento dispone di funzionalità native per generare e aggiornare automaticamente la sitemap di prodotti, categorie e pagine CMS.

Una sitemap efficace dovrebbe contenere principalmente URL canonici, indicizzabili e con risposta HTTP 200. Non dovrebbero essere presenti URL rediretti, pagine 404, pagine con errori server o URL intenzionalmente esclusi dall’indice.

La sitemap può essere dichiarata nel file robots.txt e inviata attraverso Google Search Console, che consente anche di monitorare eventuali problemi riscontrati durante la scansione degli URL inviati.

Performance e Core Web Vitals

Le performance influiscono sulla qualità dell’esperienza offerta agli utenti e rappresentano uno degli aspetti da considerare nell’ottimizzazione complessiva di un eCommerce.

I Core Web Vitals misurano alcuni elementi dell’esperienza reale dell’utente, tra cui velocità di visualizzazione del contenuto principale, reattività e stabilità visiva.

Tra gli interventi che possono contribuire a migliorare le performance di Magento rientrano:

  • utilizzare un’infrastruttura adeguatamente dimensionata;
  • configurare correttamente caching e Full Page Cache;
  • utilizzare una CDN quando appropriato;
  • ottimizzare CSS, JavaScript e risorse di terze parti;
  • ottimizzare dimensioni e formati delle immagini;
  • mantenere Magento e le estensioni aggiornati;
  • monitorare backend, frontend e Core Web Vitals.

Anche l’architettura frontend ha un ruolo importante. Oggi, per i nuovi progetti Magento, adottiamo Hyvä come soluzione frontend, grazie a un’architettura più leggera e a un uso significativamente ridotto di JavaScript rispetto allo stack Luma tradizionale.

Per approfondire questi aspetti puoi consultare anche la nostra guida dedicata all’ottimizzazione delle performance di Magento 2.

Ottimizzazione immagini

Le immagini rappresentano spesso una parte significativa del peso delle pagine di un eCommerce e devono essere ottimizzate sia dal punto di vista delle performance sia per facilitarne la comprensione da parte dei motori di ricerca.

Tra le principali best practice:

  • utilizzare dimensioni adeguate al contesto di visualizzazione;
  • comprimere le immagini senza comprometterne eccessivamente la qualità;
  • utilizzare formati moderni come WebP o AVIF quando supportati dall’infrastruttura utilizzata;
  • utilizzare immagini responsive quando opportuno;
  • applicare il lazy loading alle immagini che non devono essere caricate immediatamente;
  • utilizzare nomi file descrittivi quando utile;
  • compilare l’attributo alt con una descrizione utile e pertinente dell’immagine.

L’attributo alt non dovrebbe essere utilizzato per inserire artificialmente keyword, ma per descrivere in maniera pertinente il contenuto e la funzione dell’immagine, contribuendo anche all’accessibilità della pagina.

Meta tag

Meta title

Il title aiuta utenti e motori di ricerca a comprendere il contenuto principale della pagina ed è un elemento importante dell’ottimizzazione on-page.

Un buon title dovrebbe essere specifico, descrittivo e differente per ciascuna pagina rilevante del sito. È utile includere i termini principali associati all’intento di ricerca della pagina, evitando ripetizioni e keyword stuffing.

Non esiste una lunghezza in caratteri che garantisca la visualizzazione completa del title: Google può modificarne o troncarne la rappresentazione in SERP in funzione dello spazio disponibile e della query.

Meta description

La meta description non è un fattore diretto di ranking, ma può contribuire a presentare meglio la pagina nei risultati di ricerca e a favorire il clic dell’utente.

È consigliabile creare description specifiche, chiare e coerenti con il contenuto della pagina. Google può comunque scegliere di mostrare uno snippet differente quando ritiene che un’altra parte del contenuto risponda meglio alla query dell’utente.

Su cataloghi molto estesi può essere utile automatizzare la generazione di title e description attraverso template, mantenendo però una struttura sufficientemente flessibile da produrre contenuti pertinenti e differenziati.

Testi e intestazioni

Contenuti

I contenuti dovrebbero essere progettati innanzitutto per rispondere in modo utile e completo all’intento di ricerca dell’utente, utilizzando un linguaggio naturale e una terminologia coerente con prodotti, categorie e argomenti trattati.

La keyword research rimane utile per comprendere come gli utenti formulano le proprie ricerche, individuare argomenti e sottoargomenti rilevanti e distinguere intenti informativi, commerciali e transazionali.

In un eCommerce Magento, contenuti utili possono essere inseriti nelle homepage, nelle pagine di categoria, nelle landing page, nelle pagine brand e nel blog, evitando però testi creati esclusivamente per aumentare artificialmente la presenza di parole chiave.

Intestazioni

Le intestazioni H1, H2 e successive aiutano a organizzare il contenuto e a renderne più comprensibile la struttura sia agli utenti sia ai motori di ricerca.

L’H1 dovrebbe descrivere chiaramente l’argomento principale della pagina. Gli H2 e H3 possono invece essere utilizzati per organizzare sezioni e sottoargomenti in una struttura gerarchica coerente.

Nelle pagine prodotto l’H1 corrisponde normalmente al nome del prodotto; nelle categorie descrive la categoria o la landing specifica; negli articoli identifica l’argomento principale trattato.

Hreflang

Nei siti multilingua o multi-regionali, gli attributi hreflang aiutano Google a comprendere le relazioni tra versioni linguistiche o geografiche equivalenti di una pagina.

Ogni URL deve indicare le proprie alternative e i riferimenti devono essere reciproci. È inoltre importante utilizzare codici lingua e, quando necessario, codici Paese validi e URL assoluti.

Ad esempio:

<link rel="alternate" href="https://www.sito.com/it/" hreflang="it" />
<link rel="alternate" href="https://www.sito.com/gb/" hreflang="en-gb" /><link rel="alternate" href="https://www.sito.com/us/" hreflang="en-us" />

L’hreflang non serve a evitare una penalizzazione per contenuti duplicati: serve principalmente a segnalare a Google quale variante linguistica o regionale mostrare agli utenti appropriati.

È inoltre possibile utilizzare x-default quando esiste una versione della pagina destinata agli utenti per i quali non è stata definita una variante linguistica o regionale specifica.

Internal linking

Una struttura efficace di link interni aiuta utenti e crawler a scoprire le pagine del sito e consente ai motori di ricerca di comprenderne meglio struttura, gerarchie e relazioni semantiche.

Per un eCommerce è particolarmente utile collegare in maniera contestuale categorie, sottocategorie, prodotti, pagine brand, guide e articoli del blog.

Le anchor text dovrebbero essere descrittive e naturali, evitando un utilizzo artificiale o ripetitivo delle stesse keyword.

Gli articoli informativi possono inoltre essere utilizzati per creare collegamenti contestuali verso categorie, servizi e altre pagine commerciali pertinenti. Allo stesso modo, le pagine principali del sito possono rimandare ai contenuti di approfondimento più utili.

Errori 404

Un errore 404 indica che la risorsa richiesta non è disponibile all’URL utilizzato.

La presenza di normali risposte 404 non determina di per sé una penalizzazione SEO. È tuttavia importante correggere i link interni che puntano a URL inesistenti e gestire correttamente le pagine che sono state spostate o eliminate.

Quando una pagina viene spostata e dispone di un sostituto pertinente, è opportuno utilizzare un redirect 301 verso il nuovo URL. Non è invece consigliabile reindirizzare indiscriminatamente tutte le pagine eliminate verso la homepage o verso pagine non correlate.

Se il contenuto non esiste più e non dispone di un sostituto appropriato, può essere corretto lasciare che l’URL restituisca una risposta 404 o 410.

È comunque utile predisporre una pagina 404 personalizzata che aiuti l’utente a proseguire la navigazione attraverso ricerca, menu e collegamenti alle principali aree dello store.

Gli URL che restituiscono errori possono essere individuati attraverso Google Search Console e strumenti di crawling SEO.

Dati strutturati

I dati strutturati aiutano i motori di ricerca a comprendere in maniera più precisa le informazioni presenti nelle pagine e possono rendere alcune pagine idonee alla visualizzazione di risultati avanzati in SERP.

Per un eCommerce sono particolarmente rilevanti i dati strutturati relativi a prodotti, offerte, disponibilità, recensioni, breadcrumb e informazioni sull’organizzazione.

L’implementazione deve rispettare le specifiche Schema.org e, quando si desidera ottenere l’idoneità ai risultati avanzati di Google, anche le relative linee guida.

La presenza del markup non garantisce la visualizzazione di un rich result, che rimane una decisione del motore di ricerca.

La corretta implementazione può essere verificata attraverso il Rich Results Test di Google.

Recensioni

Le recensioni prodotto possono arricchire le schede con contenuti generati dagli utenti e fornire informazioni utili a chi sta valutando un acquisto.

Quando le recensioni e le valutazioni sono effettivamente presenti e visibili nella pagina, i relativi dati possono essere rappresentati attraverso il markup strutturato previsto per i prodotti, nel rispetto delle linee guida dei motori di ricerca.

Le valutazioni possono contribuire alla visualizzazione di informazioni aggiuntive nei risultati di ricerca quando Google considera la pagina idonea, ma la presenza del markup non garantisce che le stelle vengano mostrate.

Magento dispone di funzionalità native per la gestione delle recensioni prodotto; in alternativa possono essere utilizzate estensioni o servizi esterni, verificando sempre la corretta integrazione dei contenuti e dei dati strutturati.

Conclusione

La SEO per Magento 2 richiede un approccio che combini aspetti tecnici, architettura del sito, contenuti, performance e qualità dell’esperienza utente.

Non esiste una singola configurazione valida per ogni eCommerce: catalogo, mercati, struttura delle categorie, navigazione a strati e obiettivi commerciali devono essere analizzati per definire la strategia più appropriata.

Un’attività SEO efficace richiede inoltre monitoraggio continuo attraverso strumenti come Google Search Console e software di crawling, così da individuare problemi di scansione, indicizzazione, linking e qualità delle pagine.

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